LA PASTIERA: IL DOLCE SIMBOLO DELLA PASQUA IN CAMPANIA

È una delle tradizioni pasquali più golose della Campania e naturalmente anche della Costiera Amalfitana, una torta di friabile pasta frolla con uno squisito ripieno cremoso a base di ricotta e grano cotto.


di Annalisa Russo

Se si dovesse associare un profumo alla Pasqua partenopea, esso sarebbe senza dubbio quello dolce dei canditi, dei fiori d’arancio e della cannella, alcuni dei principali ingredienti utilizzati nella preparazione della pastiera, una vera e propria esplosione di sapori e profumi, che durante la cottura al forno avvolgerà la vostra casa con le sue inconfondibili note aromatiche.
Unica nel suo sapore è una delizia a cui non potrete rinunciare durante il vostro viaggio pasquale in Costiera Amalfitana ed è per questo che vi vogliamo raccontare la sua ricetta e la sua rituale preparazione. 

share this article

La Pastiera

Un dolce rituale

La pastiera nasce nel 1500 in un antichissimo monastero di San Gregorio Armeno a Napoli dall’intuizione di una suora che in quel dolce “simbolo della Resurrezione” volle unire una serie di ingredienti rappresentazione della Pasqua cristiana come il grano e le uova, “simbolo di una nuova vita”, con altri altrettanto deliziosi e speciali come l’aroma dei fiori d’arancio del giardino del convento, la ricotta, l’acqua di millefiori profumata come la primavera, il cedro e le spezie aromatiche proveniente dall’Asia.
Il risultato fu un vero e proprio capolavoro della pasticceria italiana che ancora oggi durante la Settimana Santa, di solito non oltre il giovedì e il venerdì, si prepara nelle cucine campane. Un rito fatto di gesti e segreti che si tramandano di generazione in generazione e che rendono ogni pastiera unica nel suo sapore.  

 

La ricetta

Di seguito la ricetta tradizionale con l’aggiunta, però, di un ingrediente speciale: la crema pasticcera, molto comune in Costiera Amalfitana e Sorrentina.

Ingredienti per due pastiere da 28 e 26 cm di diametro.

Per la pasta frolla

  • 500 grammi di farina
  • 200 grammi di zucchero
  • 200 grammi di burro
  • 3 uova
  • La buccia di un’arancia grattugiata

Per il ripieno

  • 500 grammi di grano cotto
  • 300 grammi di latte
  • 1 cucchiaio di burro
  • 700 grammi di ricotta di pecora o vaccina
  • 700 grammi di zucchero
  • 7 uova
  • 3 tuorli
  • Una bustina di vanillina
  • 3 fiale di aroma fior d’arancio
  • 2 fiale di aroma millefiori
  • Cannella q.b.
  • 100 grammi di frutta candita

Per la crema pasticciera

  • 300 grammi di latte
  • 2  tuorli
  • 1 bustina di vanillina
  • 100 grammi di zucchero
  • 30 grammi di farina

Procedimento 

  • Per preparare la pastiera iniziate dalla pasta frolla. Sul piano di lavoro setacciate la farina e formate una fontana con una conca al centro dove aggiungerete il burro a temperatura ambiente e lo zucchero e successivamente le uova e la buccia di un’arancia grattugiata. Amalgamate il tutto con le mani, il risultato deve essere un panetto liscio e omogeneo che farete riposare in frigo per minimo un’ora avvolto in una pellicola. E ricordate che il trucco per  un’ottima pasta frolla è quello di non lavorarla troppo.
  • Ora versate il grano cotto in una casseruola e aggiungete il latte e il burro. Lasciate cuocere fin quando il composto non avrà raggiunto l’ebollizione e sarà diventato una crema. Dopodiché  mettete da parte e lasciate raffreddare.
  • Passate la ricotta al setaccio aiutandovi con un cucchiaio e aggiungete lo zucchero e la frutta candita. Il risultato deve essere un composto cremoso che aggiungerete a quello precedente.
  • Ora sbattete le uova e i tuorli e aggiungete gli aromi: una bustina di vanillina, la cannella e le fiale di fior d’arancio e millefiori. Questo composto va unito a quello a base di ricotta e grano al quale aggiungerete anche la crema pasticceria che renderà l’impasto più morbido e goloso.  
  • Per la crema pasticcera ecco per voi pochi semplici passaggi che vi garantiranno un ottimo risultato: In un pentolino sbattete le uova, lo zucchero, la vanillina e la farina, poi aggiungete il latte precedentemente riscaldato e mettete sul fuoco mescolando a mano con una frusta fin quando il composto non si sarà addensato. Una volta raffreddato, potrete unirlo a quello a base di ricotta, grano e uova.
    Finalmente il vostro ripieno è pronto per andare a farcire uno dei dolci più squisiti e amati della Pasqua.
  • Stendete la pasta frolla che andrà a ricoprire gli stampi di 28 e 26 cm. Ricordatevi di ritagliare 14 listarelle che andranno a ricoprire le vostre pastiere, 7 per ognuna. Versate il ripieno negli stampi e ricopriteli con le listarelle.
  • Infornate e lasciate cuocere in forno a 180 gradi per circa un’ora. 
  • Quando la pastiera sarà cotta siate pazienti e lasciate riposare per almeno 24 ore in modo che tutti gli aromi si siano amalgamati tra loro. Il risultato finale sarà strabiliante!
  • La pastiera si prepara anche in occasione dell’Epifania, il 6 gennaio, considerata dalla religione cristiana la prima Pasqua dell'anno.
  • Tra le varianti della pastiera ci sono quella a doppia crema di cui è stata riportato la ricetta, quella al cioccolato e quella salata.
  • Ogni famiglia si considera detentrice della migliore ricetta, con dosi, procedimenti e ingredienti segreti che si tramandano di generazione in generazione.
  • Si racconta che Maria Teresa D’Austria, moglie di re Ferdinando II di Borbone, anche conosciuta come “la regina che non sorride mai”, sorrise in pubblico per la prima volta proprio quando assaggiò questa delizia.
  • In Costiera Amalfitana da non perdere la pastiera del Presidente della pasticceria Pansa ad Amalfi e quella di Sal de Riso a Minori.
  • Secondo la leggenda le listarelle che ricoprono il ripieno della pastiera sarebbero 7 per simboleggiare i 7 ingredienti (ricotta, farina, uova, burro, grano, frutta candita e fiori d’arancio) consegnati in dono alla sirena Partenope dalle sette fra le più belle fanciulle dei villaggi. Felice per i doni ricevuti la sirena consegnò le offerte agli Dei che con arte divina mescolarono tutti gli ingredienti creando la pastiera.

curiosità

share this article