LI GALLI: LA DIMORA DELLE SIRENE

Li Galli o Le Sirenuse è un piccolo arcipelago che sorge nello specchio d’acqua tra Capri e Positano nell’area marina protetta di Punta Campanella, a pochi chilometri dalla costa Sorrentina.


di Annalisa Russo

L’arcipelago de' Li Galli si compone di tre isolotti, il più grande è chiamato il Gallo Lungo e visto dall’alto ha la forma di un delfino mentre i due più piccoli sono la Rotonda e la Castelluccia anche chiamata l’isola dei Briganti. Questo Arcipelago è un luogo incontaminato che da sempre affascina il visitatore della divina Costiera. Avvolto dalla quiete, con il suono delle onde del mare che s’infrangono nelle rocce e quello dei gabbiani come sottofondo, è proprio un luogo paradisiaco.

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Arcipelago de' Li Galli

Li Galli: tra mito e realtà

Questo Arcipelago è considerato da sempre la dimora delle sirene, descritto per la prima volta nell’opera Geografia di Strabone nel I secolo A.C. , l'appellativo “Le Sirenuse” deriverebbe proprio dal nome con cui vengono chiamate nell’opera queste isole: Sirenai o Sirenussai. 

Per gli antichi le sirene indicavano i pericoli e le difficoltà della navigazione. Del resto, i naviganti, giungevano nei pressi dei Li Galli dopo aver attraversato il golfo dei Ciclopi e le bocche di Capri, una zona caratterizzata da forti correnti soprattutto in caso di vento forte, che spesso spingeva le imbarcazioni a naufragare contro gli scogli. Secondo la mitologia furono solo due le navi a non affondare: quella di Ulisse e quella degli Argonauti.Il nome “Li Galli” poi, deriverebbe proprio dall’iconografia greca che rappresentava le sirene con il corpo metà donna e metà uccello.

Questo Arcipelago che già aveva attirato l’attenzione dell’imperatore Tiberio che vi si recava nella speranza di poter ascoltare il canto delle sirene, con la fine dell’impero romano divenne prima un luogo ideale per gli eremiti e poi una fortezza nel periodo che va dagli angioini fino alla seconda metà dell’ottocento. Sul finire del XIX secolo e l’inizio del XX invece, l’arcipelago rimase al suo stato naturale frequentato dai cacciatori di quaglie. 

Arcipelago de' Li Galli

I proprietari

È negli anni venti del ‘900 che all’arcipelago viene assegnato un nuovo volto e una nuova fama. Léonide Massine, danzatore e coreografo americano di origine russa in viaggio a Positano nel 1917 rimase a tal punto affascinato da questo arcipelago da volerlo acquistare. La trattativa con la famiglia locale dei Parlato a cui appartenevano in quegli anni le tre isole, si concluse intorno al 1924. Massine acquistò i Li Galli per 300.000 mila lire e famosa è la scena della signora Parlato che, per la spiaggia di Positano, urlava in dialetto di aver trovato il pazzo che si era comprato lo scoglio, ovvero le isole. Sicuramente non furono poche le difficoltà che Massine dovette fronteggiare a causa della furia del mare e del vento. Riuscì però, a far costruire una villa che verrà ristrutturata poi dal celebre architetto Le Corbusier nel 1937. Per Massine le isole Li Galli costituirono un rifugio e una grande fonte d’ispirazione, per cui sperava che potesse divenire lo stesso anche per altri giovani artisti provenienti da tutto il mondo, alla ricerca di un luogo lontano dalla modernità che potesse divenire fonte d’ispirazione. Massine era consapevole, infatti, che alcune delle sue migliori produzioni artistiche erano state concepite in quel luogo.

Dopo la sua morte nel 1979, Rudolf Nureyev ballerino russo giunto a Positano per ritirare il premio “Léonide Massine per l’arte della danza”, come il suo collega Massine, non riuscì a resistere al fascino dei Li Galli e lo acquistò. La villa edificata su volere del suo predecessore venne rimodernata secondo il suo stile con azulejos e tappeti kilim mentre nella torre saracena fece costruire una sala da ballo. Nureyev amava questo luogo dove riusciva a isolarsi dal resto del mondo. Si dice infatti che l’ultima volta che salutò Li Galli nel settembre del 1992, certo che non vi avrebbe più fatto ritorno a causa della sua malattia, baciò più volte gli scogli di quelle isole diventate per lui un rifugio.

Con la sua morte nel 1993 si chiudeva al tempo stesso un’era in cui questo luogo incontaminato era stato per anni la culla dell’arte

Oggi il proprietario è un noto albergatore sorrentino ed è possibile accedere all’isola solo su invito. L'arcipelago ben visibile dalla spiaggia di Tordigliano, si apprezza soprattutto via mare. 

 

Il Gallo lungo - veduta aerea

Torre saracena sul Gallo lungo

Trattandosi di un arcipelago privato su cui non è possibile attraccare il modo migliore per poterlo ammirare è via mare.
Il gruppo Battellieri offre un’escursione di circa 5 ore con partenza il lunedì, il mercoledì e il venerdì alle ore 10.00 dal porto Amalfi.

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