Il DUOMO DI AMALFI

La Cattedrale di Sant’Andrea, imponente e maestosa, è uno dei monumenti simbolo della Costiera Amalfitana ed una tappa imperdibile se si è in visita alla città di Amalfi.


di Annalisa Russo

Il Duomo di Amalfi, dedicato al santo patrono Sant’Andrea, sorge nel cuore di questa cittadina e con la sua immensa scalinata, ben 62 scalini, e la sua stupefacente facciata, domina l’omonima piazza in cui si erge “Piazza Duomo”. Facilmente raggiungibile a piedi anche dal porto, sorprende il visitatore per la sua infinita bellezza.

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Il Duomo di Amalfi

L’Antica Repubblica Marinara di Amalfi

Il complesso monumentale della Cattedrale che consiste nel Chiostro del Paradiso, nella Basilica del Crocifisso, sede del museo diocesano, nella Cripta e nella Cattedrale di Sant’Andrea, è testimonianza, in realtà, del glorioso passato di Amalfi, una delle quattro repubbliche marinare, che durante gli anni d’oro costituì un punto di contatto tra il mondo occidentale e quello orientale. Il Duomo diventa così esso stesso simbolo dell’incontro tra questi due mondi.
Nel primo ventennio del XIII secolo per volere dell’arcivescovo Michele Bologna, la cattedrale venne rinnovata con uno stile barocco.
La facciata che si ammira oggi, invece, risale al XIX secolo poichè nel 1861 crollò a causa del forte vento.
Il campanile costruito in più fasi tra il XII e XIII secolo è quello originale e sono molti i segni che dimostrano quanto Amalfi si sentisse erede di due culture differenti: quella romana e quella orientale bizantina. Così i primi due piani del campanile presentano bifore e trifore di stile romanico con colonne e capitelli classici, mentre la torre campanaria, decorata da archi intrecciati in maioliche policrome evoca uno stile moresco.  

La Cattedrale di Sant’Andrea

Il Duomo fu fondato dal duca Mansone I nel 987 accanto ad un’antica basilica risalente al IX secolo costruita sui resti di una cattedrale paleocristiana del VI secolo, oggi conosciuta come la Basilica del Crocifisso, il cui nome deriva proprio dal crocifisso posto sull’abside risalente al trecento.
Nel corso del medioevo le due chiese costituirono un unico complesso architettonico a sei navate e la sesta fu poi abbattuta nel 1266 per favorire la realizzazione tra il 1266 e il 1268 del Chiostro del Paradiso, un antico cimitero della nobiltà di Amalfi, commissionato dall’arcivescovo Filippo Augustariccio.
In definitiva, un luogo in grado di far respirare atmosfere lontane nella geografia e nel tempo grazie soprattutto alla ricchezza dei suoi stili. Nel periodo successivo alla controriforma poi, i due edifici tornarono ad essere separati.

Tra gli elementi di grande valore non si può non citare la porta in bronzo, che fusa a Costantinopoli, fu donata ad Amalfi da Pantaleone de Comite Maurone, un ricco mercante. Su questa porta sono riportate quattro figure in argento raffiguranti Cristo, la Vergine, S. Pietro e S. Andrea, quest’ultimo secondo la tradizione era patrono di Costantinopoli, città in cui aveva predicato nel corso del I secolo D.C. e le cui reliquie furono portate ad Amalfi nel XII secolo dove tuttora vengono conservate.

La Cripta fu fatta costruire nel 1203 dal cardinale Pietro Capuano che l’8 maggio del 1208 vi ripose le spoglie di S. Andrea, che venne tumulato al centro della cripta. L’altare e la statua in bronzo del Santo di Michelangelo Naccherino (allievo di Buonarroti) e quelle in marmo di Pietro Bernini, raffiguranti S. Stefano e S. Lorenzo, furono poi realizzati successivamente nel corso del XVI secolo.

Il miracolo della manna di S. Andrea

All’interno della Cripta ha luogo il cosiddetto rito della manna attestato dal 29 novembre del 1304. Da quel momento, durante tutto l’anno in particolari festività religiose, il miracolo si ripete. La manna è una sostanza liquido-oleosa che fuoriesce dalla tomba di S. Andrea. 
Quando essa non c’è  induce alla penitenza e alla riflessione, quando invece è presente è simbolo per gli amalfitani di protezione e incoraggiamento a proseguire nella vita cristiana.

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La Corsa del Santo

Uno tra gli eventi più sentiti dagli amalfitani è la processione di Sant'Andrea che si tiene due volte l’anno: il 27 giugno e il 30 novembre. In queste occasioni il busto argenteo settecentesco del santo sfila per le stradine di Amalfi portato a spalla dai devoti, i cosiddetti portatori, uomini vestiti di rosso. L’evento si conclude con la corsa del Santo lungo la scalinata del Duomo sulle note del Mosè in Egitto di Rossini e non appena la statua raggiunge l’ultimo gradino, la piazza saluta il Santo con un caloroso applauso. La corsa nacque per la prima volta il 27 giugno 1946 come segno di protesta dei portatori contro la decisione del vescovo Moscato di non far passare la processione per la spiaggia di Amalfi che invece proseguì contro il suo volere proprio verso il porto. Quel giorno la statua dopo essere stata portata per le stradine di Amalfi, di ritorno al Duomo, fu fatta salire velocemente su per la scalinata mentre veniva richiesto allo stesso tempo il suono delle campane (anch’esso vietato) e la benedizione eucaristica. 

In definitiva, quei pochi secondi che si impiegano per portare la statua su in cima riescono ancora oggi a suscitare nel visitatore grandi emozioni e permettono di toccare con mano la profonda fede che da sempre anima la popolazione amalfitana.

La Corsa del Santo: photo e video credits Annamaria Vinaccia

  • Secondo la leggenda chiunque salga le scale della cattedrale mano nella mano con la persona amata non la sposerà più.
  • La tradizionale corsa del Santo di Amalfi venne consacrata dal film di Roberto Rossellini La macchina ammazzacattivi del 1952.
  • Il maestoso campanile del Duomo è stato indicato dalla classifica di Hundredrooms come uno dei 20 campanili più belli d’Italia.

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